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1. La Maledizione della Prima Luna
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3. Donnie Darko
4. The Butterfly Effect
5. L'Attimo Fuggente
6. Ocean's Eleven
7. Il Corvo
8. L'Appartamento Spagnolo
9. Ladyhawke
10. Cowboy Bebop - The movie

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2. Il Signore degli Anelli (J.R.R. Tolkien)
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4. Nemesis (I. Asimov)
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7. Il Ciclo delle Fondazioni (I. Asimov)
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Capelli: Neri. Ricci. Uno schifo =_=
Occhi: Color cacca! *_* Belli però, dai!
---
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---
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lunedì, 22 settembre 2008

Apple-tini!

Scena bellissima di una puntata di Scrubs!! Ogni volta che la rivedo mi piego in due... XD
(un meritato ringraziamento alla mia Eli me l'ha fatta scoprire)

Riflesso da Liunai alle 22:58 | commenti (6) | Parlando di: humour, video, dio & co

giovedì, 11 settembre 2008


..auguri!! :)

Riflesso da Liunai alle 02:46 | commenti (6) | Parlando di: eli

venerdì, 05 settembre 2008

Io sono Legenda

Per chi non avesse capito il titolo del post precedente... o meglio... per chi avesse fatto caso al titolo e non l'avesse capito... :P Ecco una più che esplicativa citazione:

Charlotte: "Evelyn Waugh?Evelyn Waugh era un uomo..!"
John: "Ah.. andiamo, è simpatica! [...] Perchè vuoi sempre far notare quanto sono stupide le persone?!"
Charlotte: "Invece mi è sembrato divertente.. lasciamo perdere."

Riflesso da Liunai alle 02:17 | commenti | Parlando di: citazioni, legenda

venerdì, 05 settembre 2008

Lost in Translation

 “I realize that empty words are not enough
I'm left here with the question of just what have I to show, except the promises I never kept?
I lie here shaking on this bed, under the weight of my regrets”


Cambiamento.
E' questo il tema dominante degli ultimi giorni, delle ultime settimane.
Cambiare, e come questo sia difficile, implichi perdite, sacrifici, coscienza di sé e, soprattutto, una grande, enorme capacità di critica e di autocritica.
Perdite e sacrifici, per tutto ciò che bisogna lasciarsi alle spalle nel tentativo di raggiungere qualcosa di.. migliore? Qualcosa di sfuocato, lontano... e tutto ciò nel nome di quel che è giusto per noi stessi.
Coscienza di sé, perchè sono pochi i fortunati che possono dirsi certi di conoscere quel che è giusto per loro e ci vuole tanta, tanta capacità di scegliere i giusti mezzi, modi e tempi per raggiungere la meta.
E spesso è il Mondo stesso, “gli altri”, a spingerci ed ostacolarci sulla strada del cambiamento. Ma come capire cosa e chi ci mette sulla giusta strada? Come non farsi deviare da false promesse, da illusioni, da lucignolo o dal gatto e dalla volpe? Avremo la giusta capacità di criticare ciò che ci si para di fronte?
E la giusta dose di autocritica per saper rallentare quando stiamo accelerando troppo, o di correre per passare oltre, senza soffermarci negli impulsi del momento, per non farci tirare a fondo da nuove zavorre, né dalle catene di vecchie abitudini spesso mascherate da ripari sicuri.
Io so di aver sbagliato, tanto. E' ora di capire se sono destinato all'errore o se sono più forte. Se è il mondo a dominarmi o posso restituire qualche colpo basso senza dover giocare sporco a mia volta.


Rethoric can't raise the dead, I'm sick of always talking when there's no change,
rethoric can't raise the dead, I'm sick of empty words, let's lead and not follow”


Questo è quel che vorrei, cambiamento.
L'età di un uomo maturo e lo spirito di un adolescente in cerca di comprendere la vita, la gente e il mondo che lo circondano, si combinano male e peggiorano col tempo.
Dovrei conoscere la mia via, dovrei sapere dove sto andando.
E parlo, parlo. In quello posso forse essere bravo, già. Celare con poche sillabe molte sensazioni, o rivelare quelle altrui in maniera... stucchevole?
Ma in fondo, alla fine della fiera, tutto questo non porta a nulla: vedo solo tanta, tanta stupidità, tanta superficialità intorno a me, tanta falsità, grande capacità dell'uomo ad adattarsi alla vita, e pochi, nessuno che decide di adattare la propria vita a ciò che crede.
E sono parole, termini negativi solo perchè scritti da me, che ho queste lenti distorte nel guardarmi intorno, ma che acquisiscono subito un'accezione neutra, se non positiva, al giudizio di chi non ha tempo, né voglia di soffermarvisi. Perchè? Perchè non porta a nulla.
Parole e atteggiamenti vuoti..
..perchè mi sento l'unico in grado di notarli? Perchè danno così tanto fastidio solo a me?
Perchè la gente non sa essere schietta, sincera, ammettere i propri difetti e conviverci o dannarsi per cambiare, perchè la verità fa così tanta paura a tutti? Perchè ci si accontenta della mediocrità, solo per non voler perdere tempo in cose inutili come.. il significato delle parole, la grammatica, uno sguardo, il pensiero di chi abbiamo di fronte? Perchè bisogna credere ci sia del significato solo nelle cose che diciamo noi? Perchè gli altri non celano mai nulla, perchè non bisogna scavare nelle parole degli altri e cercare di capire? E' così faticoso staccarsi da terra?


I'm still gonna try to do what's right,
I know that there's a difference between sleight of hand, and giving everything you have,
there's a line drawn in the sand, I'm working up the will to cross it”

Questo è ciò che sono: ho una morale, ho dei principi, ho faticato nella mia vita, in molte cose, per il semplice fatto di volermici attenere. Non li mollerò. Cambiare non vuol dire perdere, talvolta cambiare significa solo sforzarsi di tirare fuori qualcosa che in noi, in realtà, c'è già.
Questo è ciò che sono: cinico ma leale, freddo ma onesto, pignolo ma profondo, arrogante, presuntuoso, orgoglioso, permaloso, certo, ma fiero, vero, affidabile, pulito. E finchè il mondo premierà la superficialità, beh, sarò soprattutto stronzo. Pensate che la cosa mi toccherà? Dite di no? Sbagliate: non vivo certo per la gioia di sentirmi peggiore degli altri. Essere ribelle non significa gioire della diversità, non significa essere felice di sentirsi chiamare inadatti solo per il gusto di dire che, “se questa è la normalità, sono felice di non essere normale”. Chi dice così mente o, perlomeno, sceglie male le parole: non c'è felicità nel non essere normali. Nessun uomo solo è felice, non come chi non lo è.

Essere ribelli significa non rassegnarsi alla vita, non farsi plasmare da questa fino a mimetizzarcisi, significa cercare di diventare una persona normale senza dover rinunciare a ciò che si è.

Voglio un angolo di pace, un luogo dove sentirmi a casa: se non posso avere il mondo, se non posso cambiare il mondo, se non bastasse essere “il cambiamento che vorrei vedere avvenire” perchè ciò succeda, vorrei almeno una piccola cerchia di persone, un piccolo posto sperduto dove il mondo non sia nero e rosso e l'aria pervasa di fumo, un alone di argento ed azzurro, aria fresca. Un guscio nel quale chiudere gli occhi e sentirmi fiero di ciò che sono, che penso e che ho. E non sarebbe male nemmeno se, questo, avvenisse prima del mio ultimo giorno!


..I know that this can be more than just flashing lights and sound!”


Di recente ho ripreso a leggere un blog di cui avevo già parlato tempo fa. Chi scrive sa scrivere e sa di saperlo fare. Chi lo legge assiduamente sa la stessa cosa, o quantomeno se n'è convinto. Eppure.. e so che il diretto interessato capirà e sorriderà.. lo scrittore non è tipo da frasi fatte e complimenti superficiali, come quelli che provengono dai suoi aficionados. Ciò nonostante sono certo che non li disdegni, tutto sommato. Il mondo è questo: avere chi dimostra di starti a sentire, non importa se capisce poco e male, non importa se ci si affeziona all'idea di qualcuno piuttosto che alla sua sostanza. Non importa chi ci ama, purchè qualcuno ci ami. E quando tocca a noi, poi? Facciamo altrettanto? Fingiamo di ascoltare, certo, fingiamo di credere, di capire, di condividere.. di amare. Ce ne convinciamo forse anche noi. Facile, rapido, indolore ed è esattamente ciò che gli altri si aspettano. Perchè no, quindi!

L'ignoranza mi diverte, ma quando si trasforma in spettacolo mi spaventa. Quando, poi, si manifesta nella più splendida veste della fierezza, quando diventa tutto ciò che una persona è convinta di avere, quando diventa ciò che più conta, beh.. a quel punto mi deprime. Perchè, se è così, significa che molti altri lo permettono.
Pensiamoci, pensiamo a quante persone abbiamo lasciato vivere nei propri momenti di più o meno evidente, più o meno prolungata mediocrità.
“Vivi e lascia vivere”?
“Chi sono io per giudicare”?
Mi suonano molto come frasi che ne celano altre.. “mors tua, vita mea”, “gli ultimi resteranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”.

Voglio premiare chi non si accontenta, chi dice le cose che pensa senza farsi influenzare dallo stato d'animo del momento, chi non si adagia, chi pensa con la propria testa, chi non ha paura, chi prova anche a costo di sbagliare e sa accettare i propri errori e le loro conseguenze, stimare chi fa lo sforzo di andare oltre ciò che incontra lo sguardo, chi si può svegliare ogni giorno pensando di essere una persona “buona”, onesta, sincera, non importa se questo significa sbattere in faccia la mediocrità a chi la sfoggia come un bell'abito, voglio sorridere a tutti quelli che parlano con gli altri per imparare da loro, per capire qualcuno un po' di più, e voglio comprendere chi non vuole dire niente, chè non a tutti si può dare sempre qualcosa.

E voglio essere una di queste persone.

Chiamateci Stronzi.

Riflesso da Liunai alle 01:54 | commenti (3) | Parlando di: citazioni, parole, considerazioni, società, cambiamento, verità, ribellione, mediocrità

giovedì, 28 agosto 2008

Dududu, dadada

Niente da fare, più la ascolto e più me ne convinco: sta playlist è favolosa.

O no!?

Riflesso da Liunai alle 22:52 | commenti (4) | Parlando di: musica, blog

domenica, 24 agosto 2008

What's up

"Twenty-five years of my life and still I'm trying to get up that great big hill of hope for a destination.
[...] And I say hey, hey, hey.. I say hey, what's going on?"

Resta che la cosa preoccupante è che a me sembra non importare.

Riflesso da Liunai alle 23:56 | commenti (1) | Parlando di: citazioni, considerazioni, attimi

domenica, 24 agosto 2008

Quando uno la mattina non sa cosa fare..

...copia il fratè!! ahahaha
Radio, degli Alkaline Trio, con le scuse agli Alkaline Trio!! ^__^'''
 

Vabè dai! Il microfono è quello che è.. e anche io :P ahuahua..

Riflesso da Liunai alle 12:01 | commenti (2) | Parlando di: musica, video, cover

venerdì, 22 agosto 2008

I 100 punti (81-100)

  1. La prima parola che ho pronunciato è stata 'Goal!'. Certo, peggio di 'parietale', 'rododendro' o 'dinoccolato', ma decisamente meglio dei classici 'ma(mma)', 'pa(pà)' e, soprattutto, dei sempreverdi 'pipì', 'popò' o 'cacca';

  2. saprei essere estremamente dolce ed appassionato, potrei uscirmene con frasi disarmanti e profonde, a volte, ma quando mi immagino a dirle mi sembro incredibilmente ridicolo e così le tengo per me, salvo pentirmene quando vedo che la gente, per me inspiegabilmente, apprezza questo tipo di uscite. Ma ancora questa cosa devo farla mia: continuo a non riuscire ad essere volontariamente ridicolo, al massimo cerco di rimediare usando dei gran giri di parole, ma alla fine più che interessante penso di riuscire a rendermi particolarmente noioso proprio quando penso di fare dei discorsi degni di nota;
  3. mi perdo spesso nei miei pensieri;
  4. sono stato acclamato il giorno che ho partecipato ad una sorta di gioco delle coppie, in una piazza di Perugia, come il ladro (sì) più simpatico passato di là. Forse anche per i gianduiotti lanciati alla folla quando il conduttore non guardava e per le risposte totalmente politically in-correct che davo alle domande già studiate per permettere ai concorrenti di fare la figura dei super fighi. Inoltre alcuni amici hanno preso l'abitudine di rivolgersi a me quando devono contrattare per qualcosa, o per lamentarsi di qualche guasto, disservizio, inconveniente... non riuscire ad adeguarsi ai clichè dopotutto qualche vantaggio ce l'ha;
  5. voglio assolutamente tentare la strada del teatro, prima o poi;
  6. riesco a stupirmi ogni giorno di come, nonostante odi perdere tempo, questo mi riesca comunque benissimo;
  7. rompo sistematicamente tutti gli orologi che indosso (o meglio, che indossavo, visto che ho smesso), a partire dal mio primo Flik-Flak per cui, quando mia mamma mi ha fatto notare che le due lancette (che erano un omino e una donnina) erano ferme e mi ha chiesto se fossero morte, mi sono sentito un piccolissimo assassino e ci son rimasto di un male.. ;
  8. non riesco ad immaginarmi come sarebbe la mia camera tutta dipinta di blu scuro e prima o poi la vorrei vedere;
  9. il primo cantante che ho ascoltato quando ho scoperto la musica è stato Marco Masini. E ne sono sopravvissuto;
  10. sono refrattario al senso del tempo in musica. O meglio, ai paletti imposti dal tempo alle canzoni. Probabilmente è un riflesso della mia personalità caotica che si rivela anche nella musica...;
  11. sono bravissimo nel perdere le 'occasioni giuste', insisto quando non dovrei e mollo quando dovrei tener duro;
  12. mi commuove ancora un applauso di tutta la classe, professoressa severa e ragazzina di cui ero innamorato comprese, in prima o seconda media, per un'interpretazione di Ettore nel dialogo con Andromaca;
  13. non so nuotare per niente bene, ma mi piace un sacco muovermi in acqua;
  14. una volta in storia dell'arte sono riuscito a prendere un “dal-sei-al-sette-meno-meno-più”;
  15. tendo a non restare una figura di riferimento per la gente che mi ha conosciuto, più o meno approssimativamente, nel tempo. Tendo invece ad apparire e scomparire piuttosto facilmente dalle attenzioni altrui. Mi pare poi che la maggior parte della gente che non mi ha conosciuto che per qualche mese tenda a ricordarmi come un carattere difficile, astioso e un tipo sveglio, ma intrattabile;
  16. uso eccessivamente e fastidiosamente i modali e sbaglio da sempre i tempi nelle frasi, nel senso che passo gratuitamente dal presente al passato, viceversa e in qualsiasi combinazione possibile;
  17. non mi piacciono gli ombrelli e quando piove non ci sto mai sotto;
  18. mi piace sempre scoprire, tempo dopo, qual'è stata la prima impressione che ho fatto ad una (ormai non più) nuova conoscenza;
  19. mi sono fatto cacciare dagli Scout;
  20. non sono bravo a correggere i miei difetti, e ne ho molti, anche gravi e menomanti. Per questo, nonostante sia un tipo tendenzialmente asociale e cinico, ammetto di avere bisogno di qualcuno vicino che mi conosca e mi guidi tra le trappole che mi creo da solo.
Ok. E' stato difficile e molto probabilmente rileggendo questi post tra un pò di tempo mi verranno in mente tratti decisamente più rilevanti che non ho citato, ed alcuni di quelli scritti magari mi sembreranno insignificanti, però è una soddisfazione, intanto!! Per quando qualcuno leggerà (ammesso e non concesso che riesca a leggere tutto, cosa di cui anzi dubito!!), lancio la proposta di commentare e vedere come mi descrivereste voi (in 3, 5, 10, 50, 100, 1000,.. punti, come volete!!), così poi posso  fare un utile confronto! Poi se siete timidini ho anche una mail dove mi si può scrivere, e già che ci sono, visto che è seminuova, ne approfitto per darvela (magari a qualcuno interessa sapere come poter comunicare con me, anche se poi magari non leggo.. :P):

tidolamiamail *AT* gmail.com

Riflesso da Liunai alle 21:28 | commenti (4) | Parlando di: test, 100 punti

venerdì, 22 agosto 2008

I 100 punti (61-80)

  1. Da piccolo, alle elementari, avevo inventato almeno un centinaio di codici o alfabeti segreti e riuscivo sempre a decifrare tutti quelli che usavano i miei amici. Alcuni altri bambini, poi, hanno provato per mesi a decifrare il codice che avevo inventato per comunicare con il mio migliore amico, inutilmente. Al liceo ho scoperto che quello stesso codice era stato utilizzato dai partigiani in guerra. Temo di aver perso questo talento, però;
  2. dimentico le barzellette più belle e rido come un cretino per quelle più stupide;
  3. il pensiero del tipo di padre che sarò mi spaventa enormemente, e nonostante tutto non riesco a convincermi che sia una cosa normale, ma risolvo imponendomi di non pensarci;
  4. non mi piace suscitare aspettative negli altri, non mi piace nemmeno quando queste aspettative si infrangono e me ne viene fatta una colpa;
  5. fin da bambino, sono sempre stato impacciatissimo con chi mi piace, e non necessariamente o esclusivamente in senso fisico. A volte posso celarlo più o meno bene, ma ciò non toglie che ogni volta, anche per un discorso stupido con una persona che è mia amica, finisca per aver paura di quello che dico, di finire gli argomenti, di come mi muovo, di avere troppo o troppo poco contatto fisico, di sembrare uno che non parla la stessa lingua, di suonare banale. Potrei riassumerlo definendomi un insicuro, forse, ma... non sono sicuro di essere insicuro!
  6. Mi piace avere un blog ed anche un diario e anche un qualsiasi altro spazio personale ma non ho la costanza necessaria per rendere queste cose dei veri specchi di me, e finisco per far loro perdere quello charme che proveniva proprio da questa utilità;
  7. mi emozionano i miei stessi colpi di genio;
  8. mi piace discutere, sono anche uno che si fa delle idee precise su determinati argomenti, quando posso approfondirli, ma mi metto sempre in gioco, specialmente di fronte ad argomentazioni diverse e magari più valide delle mie: lo trovo un esercizio divertente e stimolante, mai una perdita di tempo. Anche per questo fatico a sopportare chi è troppo chiuso mentalmente per assorbire, elaborare e rispondere alle opinioni altrui, chi per pigrizia preferisce raggiungere rapidamente un punto o chiudere in poche parole la discussione, o chi si innervosisce di fronte all'impegno che profondo in determinate questioni, interpretandolo come voglia di prevalere sulle ragioni degli altri a tutti i costi e commettendo un clamoroso errore di valutazione;
  9. alle elementari una bambina mi ha violentato;
  10. non mi piace scrivere SMS col cellulare né fare gli squilli, MSN mi dà noia e quasi sempre dimentico di guardare la mail. Ogni tanto penso che mettersi in contatto con me dev'essere più complicato di quanto io creda. Però mi piace parlare al telefono;
  11. ho cantato su un palco e non è stato per nulla come l'avevo immaginato;
  12. sono anche andato in televisione, e nemmeno quello è stato come l'avevo immaginato;
  13. molto spesso preferisco una serata a casa, a guardare un film, a giocare a carte, a parlare di cazzate, piuttosto che fuori in qualche locale o concerto o attività varie. Questa tendenza alla pigrizia e alla pantofolaggine si affievolisce però se l'alternativa è una serata/notte in un parco o in Prato e se c'è bel tempo;
  14. so di una persona che mi ha visto come un modello, almeno per qualche tempo. Ogni tanto ripensarci e chiedermi 'mi ammirerebbe ancora?' mi aiuta a capire quanto sia cambiato e come;
  15. sono uno dei pochi eletti, vecchi dentro e pedanti fuori, che non riescono a tollerare la mutazione delle 'c' e delle 'ch' in 'k';
  16. imparo le cose nuove in fretta e faccio subito enormi progressi, che di solito sorprendono i miei maestri. Nel momento in cui questi, stupiti, si lanciano in voli più o meno pindarici nel tentativo di farmi passare con entusiasmo al livello di 'esperto dell'arte', la mia parabola d'apprendimento raggiunge inesorabilmente il suo culmine, facendomi interrompere quasi drasticamente i progressi e lasciandomi nel limbo dell'eterna promessa. Questo vale più o meno per tutte le discipline;
  17. ho pochissime idee quando si tratta di trovare qualcosa da fare il sabato sera;
  18. non sempre imparo dai miei errori, anzi a volte sono eccezionalmente bravo a ripeterli esattamente identici;
  19. non sono assolutamente abile nell'arte del 'rimorchio'. L'ho realizzato definitivamente quando ho fatto da traduttore per un amico che voleva provarci con una bellissima inglese: questa, dopo un paio di tentativi di approccio da me riferiti, mi ha risposto con un sorriso ed più che esplicito 'preferisco chi riesce a parlare la mia lingua'. Io... ho tradotto al mio amico e a lei la relativa risposta, che era una cosa tristerrima sul tipo 'per quello che mi interessa non c'è bisogno di parlare': lei mi ha guardato probabilmente chiedendosi se fossi gay o semplicemente stupido e alla fine se n'è andata, credo un po' schifata, col mio amico. Non c'è nulla di cui vantarsi, lo so;
  20. mi piace fare conoscenza coi gestori dei locali che frequento più spesso, avere un 'solito' da chiedere e sentirmi raccontare storie sui clienti o passare di li solo per fare un saluto.

Riflesso da Liunai alle 21:27 | commenti | Parlando di: test, 100 punti

venerdì, 22 agosto 2008

I 100 punti (41-60)

  1. Odio profondamente le discoteche e la musica elettronica;
  2. vorrei essere un elfo tolkeniano;
  3. penso che la persona che odio di più, forse addirittura l'unica che odio sul serio, sia un mio ex capo Scout, per avermi tolto l'unica cosa nella mia vita in cui ho pensato di essere davvero bravo, che davvero mi divertiva e mi faceva sentire invincibile, forte, nonostante fosse una cazzata, forse anche per tutto il resto del mondo, e me la sarei potuta godere solo per pochi anni. A nessuno dovrebbe venire fatto questo per una distorta idea di educazione secondo la quale devi maturare quando lo dice la tua carta di identità e non quando lo vuoi tu;
  4. non bevo caffè, troppo amaro, ma il cappuccino sì. Anche se...;
  5. amo la notte, per i colori, il suono, gli odori, l'anima, le immagini. Di notte si possono creare dialoghi impossibili durante il giorno, con sguardi più sinceri, voci più basse e gesti più lenti. Tutto, di notte, assomiglia ad un abbraccio che avvicina e racchiude tutti sotto un piccolo, basso tetto di stelle. O almeno, è così che mi piace vederla;
  6. blu, oro bianco, menta piperita, undici;
  7. ho vissuto un periodo magico, di cui serbo ricordi troppo labili e che temo si perderà nel tempo, ma quell'anno, quella compagnia, quei discorsi, quei baci, quelle risate, quell'amicizia, rimarranno probabilmente i più belli della mia vita;
  8. nonostante la mia scarsa memoria, ci sono persone il cui ricordo mi accompagna e credo mi accompagnerà sempre;
  9. ho una bassissima tolleranza ai 'pacchi' e ai relativi 'pacconari';
  10. molto spesso inizio le cose e mi fermo a metà, quando perdono d'interesse, ma è una delle cose che sto cercando, con fatica, di cambiare;
  11. ho truffato delle nonnine, degli onesti lavoratori e delle persone caritatevoli durante un campo scout, e durante lo stesso sono scappato andando a farmi i fatti miei in un paese vicino per un giorno intero. Poi ho truffato un'altra vecchietta per conoscere una persona in un museo. Contando che rubo anche, magari non spesso ma di certo volentieri, mi sto già preparando le domande da fare a Satana quando lo incontrerò. Una di queste è se si diverte davvero a vincere facile. Magari aggiungendo anche 'bon ci-bon ci-bon-bon-bon';
  12. Luca (Mark), Elena (Bruschy), Betty, Brenda (al mare), Irene, Massimo, Enrico (Mastro), Cristina (Cri), Giulia, Luca, Luigi, Eleonora, Michela (cinesina), Francesco, Elisabetta, Matteo, Cristina (al campo della fuga), Valeria;
  13. ai miei occhi religione, fede e chiesa sono davvero un'”astuta bugia”, niente più che superstizione di piccoli uomini ancorati al suolo, con desideri di onnipotenza, se non per sé almeno per qualcuno che possa far ciò che loro si credono – a ragione o a torto – incapaci di fare. Troppo facile, così...;
  14. stimo moltissimo chi riesce, tuttavia, a discutere e a farmi riflettere sulla religione, senza tirare in ballo credenze popolari su cui avere 'fede' né rispondermi 'd'altra parte non puoi dimostrare che non esiste' (i tempi degli Ostrogoti sono passati da un pochino). Purtroppo, fin'ora, ne ho incontrati soltanto due;
  15. trovo che molte regole incontrino più di qualche eccezione, ma non credo affatto che queste le confermino, tutt'altro;
  16. 'difficile' non ha quasi mai accezione negativa, per quanto mi riguarda, anzi in certi casi diventa addirittura sinonimo di 'appassionante';
  17. a volte mi confondo e credo di vivere in un film. Così faccio domande od affermazioni che, se così fosse, porterebbero ad una svolta nella trama, ad un incredibile colpo di scena tra i protagonisti, ad una risposta che meriterebbe una citazione nel blog di qualche appassionato cinefilo... ma che invece finisce per deludere ogni mia illusione, lasciandomi un fastidiosissimo senso di ritorno alla cruda realtà;
  18. non riesco a leggere i giornali: i fogli mi si piegano sempre tra le mani quando cerco di girare le pagine, spostandosi dalla loro posizione originale e dopo un po' ho pezzi di giornale sparsi tutt'intorno;
  19. ammiro sarcasmo, capacità di analisi e sintesi insieme, originalità;
  20. non ammiro diplomazia, fede, ordine.

Riflesso da Liunai alle 21:25 | commenti | Parlando di: test, 100 punti

venerdì, 22 agosto 2008

I 100 punti (21-40)

  1. Al cinema apprezzo i film con una trama sofisticata, intricata, non lineare e ricca di colpi di scena, le recitazioni che ti lasciano a bocca aperta, le frasi che colpiscono, le locandine dei film che mi sono piaciuti. Non amo i film d'azione, di guerra, le commedie romantiche, le tragedie romantiche, i film romantici in genere, la maggior parte dei 'blockbuster', i finali che rovinano l'intero film;
  2. amo leggere i libri senza pressione, quelli che mi appassionano e mi tengono incollato alle pagine, che non si dilungano troppo in descrizioni col solo fine di mostrare virtuosismi dell'autore, che mi fanno desiderare che almeno uno dei personaggi sia reale. Non amo chi sostiene che non leggere sia sinonimo di poca cultura o superficialità intellettuale;
  3. ho fatto molte cose sbagliate nella mia vita, ma le uniche di cui mi pento sono quelle che mi hanno portato a perdere o che hanno ferito qualcuno. Di quel che ho perso io, invece, al massimo ho nostalgia;
  4. sono un patito di cruciverba, mi piacciono di più quelli a schema libero;
  5. sono rimasto bambino in molte cose, tra cui l'emozione nel ricevere un regalo, anche piccolo e sciocco, o magari portato da qualcuno dopo un viaggio;
  6. ora che mi è stato spiegato cosa comporti la psicopatia (in particolare il non provare emozioni, l'avere un pensiero lucido, distaccato, l'agire secondo una logica non influenzata dallo stato d'animo del momento o dall'impulso,...), mi scopro ad invidiare i portatori di questa patologia: prima di tutto io per primo al momento vorrei essere uno psicopatico vero, rispecchierebbe perfettamente la mia idea di comportamento ideale rispetto alla gente, e secondo credo che se questa fosse la condizione naturale di ogni uomo, sarebbe un mondo migliore. Mi rendo conto anche della gravità di questa conclusione, ma d'altronde quasi mai ne considero la gravità prima di fare affermazioni...;
  7. credo nel principio secondo cui ad ogni azione corrisponde una reazione, e che nessuno sia autorizzato a stupirsi delle conseguenze delle proprie azioni, 'poi', pretendendo di essere giustificato per non averci pensato 'prima';
  8. credo che se 'occhio non vede, cuore non duole', ma anche che preferisco il dolore alla cecità;
  9. evito di guardare i trailer dei film, specialmente di quelli che vorrei vedere al cinema, per evitare di rovinarmi la sorpresa. Di conseguenza sono altamente sensibile all'evitare chi parla dei film che guarderò;
  10. non mi sento razzista, eppure non riesco a tollerare i napoletani;
  11. sono eterosessuale convinto, anche se non penso che il contrario sarebbe una malattia. Mi piacciono le ragazze minute e con un bel viso, prima di tutto, un bel fondoschiena, delle belle gambe ed una bella voce, poi; il resto è marginale. Mi affascinano le ragazze con un carattere aperto e forte, che non si fanno condizionare dagli altri, divertenti ma non banali, colte e con degli interessi, dei sogni. Mi fanno innamorare le ragazze che amano discutere di argomenti profondi anche di fronte ad una birra o un piatto di pizza senza perdere il sorriso o smettere di divertirsi, che non hanno paura di usare parole poco comuni se sono quelle più adatte alla frase, che mi guardano negli occhi mentre parlano comunicando così il loro interesse per ciò che dicono, che mi guardano negli occhi mentre ascoltano comunicando così il loro interesse per ciò che dico, che camminano come se nessuno le guardasse, che accolgono anche le cose più banali con curiosità, le ragazze con il viso da bambola e gli occhi profondi, dolci ed intriganti, quelle che sanno quando tacere e quelle con cui non mi sento a disagio neppure sedendo in silenzio, da soli, in una notte fredda di città;
  12. vorrei poter andare a vivere a San Sebastian, la città che mi ha lasciato senza fiato, aprendo un 'surf bar';
  13. dimentico decisamente troppe, troppe cose, ed è bruttissimo quando ricordo che ci sono stati bei momenti, ma non riesco a focalizzarli di preciso, o belle frasi, ma non ricordo cosa dicessero;
  14. mi piace scrivere, ma ammetto che gradisco farlo di più quando so che qualcuno si interesserà a quel che scriverò. Dato che non mi reputo un eccellente scrittore, però, questa catena di eventi si verifica di rado;
  15. passare le ore a fare shopping mi fa venire mal di testa;
  16. non riesco a 'trattare' con la morte e con il sentimento di lutto. Non mi appartengono, non riesco ad adattarmici, credo sia una forma di rifiuto, in ogni caso non reagisco mai come uno si aspetterebbe, in questi casi. Tendenzialmente, non reagisco affatto;
  17. adoro l'inglese, particolarmente la pronuncia con accento britannico. Ma anche lo spagnolo è affascinante;
  18. pare non soffra di alcuna allergia;
  19. invidio praticamente chiunque abbia un particolare, evidente talento;
  20. quando vado al mare non riesco a stare fermo, sdraiato a prendere il sole; quando vado in montagna non amo le escursioni; quando resto in città non mi piace vagare senza meta: se esco devo sapere cosa vado a fare e dove, almeno a grandi linee.

Riflesso da Liunai alle 21:24 | commenti (1) | Parlando di: test, 100 punti