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lunedì, 22 settembre 2008
Riflesso da Liunai alle 22:58 | commenti (6) | Parlando di: humour, video, dio & co
giovedì, 11 settembre 2008

Riflesso da Liunai alle 02:46 | commenti (6) | Parlando di: eli
venerdì, 05 settembre 2008
Per chi non avesse capito il titolo del post precedente... o meglio... per chi avesse fatto caso al titolo e non l'avesse capito... :P Ecco una più che esplicativa citazione:
Charlotte: "Evelyn Waugh?Evelyn Waugh era un uomo..!"
John: "Ah.. andiamo, è simpatica! [...] Perchè vuoi sempre far notare quanto sono stupide le persone?!"
Charlotte: "Invece mi è sembrato divertente.. lasciamo perdere."
Riflesso da Liunai alle 02:17 | commenti | Parlando di: citazioni, legenda
venerdì, 05 settembre 2008
Cambiamento.
E' questo il tema dominante degli ultimi giorni, delle ultime settimane.
Cambiare, e come questo sia difficile, implichi perdite, sacrifici, coscienza di sé e, soprattutto, una grande, enorme capacità di critica e di autocritica.
Perdite e sacrifici, per tutto ciò che bisogna lasciarsi alle spalle nel tentativo di raggiungere qualcosa di.. migliore? Qualcosa di sfuocato, lontano... e tutto ciò nel nome di quel che è giusto per noi stessi.
Coscienza di sé, perchè sono pochi i fortunati che possono dirsi certi di conoscere quel che è giusto per loro e ci vuole tanta, tanta capacità di scegliere i giusti mezzi, modi e tempi per raggiungere la meta.
E spesso è il Mondo stesso, “gli altri”, a spingerci ed ostacolarci sulla strada del cambiamento. Ma come capire cosa e chi ci mette sulla giusta strada? Come non farsi deviare da false promesse, da illusioni, da lucignolo o dal gatto e dalla volpe? Avremo la giusta capacità di criticare ciò che ci si para di fronte?
E la giusta dose di autocritica per saper rallentare quando stiamo accelerando troppo, o di correre per passare oltre, senza soffermarci negli impulsi del momento, per non farci tirare a fondo da nuove zavorre, né dalle catene di vecchie abitudini spesso mascherate da ripari sicuri.
Io so di aver sbagliato, tanto. E' ora di capire se sono destinato all'errore o se sono più forte. Se è il mondo a dominarmi o posso restituire qualche colpo basso senza dover giocare sporco a mia volta.
“Rethoric can't raise the dead, I'm sick of always talking when there's no change,
rethoric can't raise the dead, I'm sick of empty words, let's lead and not follow”
Questo è quel che vorrei, cambiamento.
L'età di un uomo maturo e lo spirito di un adolescente in cerca di comprendere la vita, la gente e il mondo che lo circondano, si combinano male e peggiorano col tempo.
Dovrei conoscere la mia via, dovrei sapere dove sto andando.
E parlo, parlo. In quello posso forse essere bravo, già. Celare con poche sillabe molte sensazioni, o rivelare quelle altrui in maniera... stucchevole?
Ma in fondo, alla fine della fiera, tutto questo non porta a nulla: vedo solo tanta, tanta stupidità, tanta superficialità intorno a me, tanta falsità, grande capacità dell'uomo ad adattarsi alla vita, e pochi, nessuno che decide di adattare la propria vita a ciò che crede.
E sono parole, termini negativi solo perchè scritti da me, che ho queste lenti distorte nel guardarmi intorno, ma che acquisiscono subito un'accezione neutra, se non positiva, al giudizio di chi non ha tempo, né voglia di soffermarvisi. Perchè? Perchè non porta a nulla.
Parole e atteggiamenti vuoti..
..perchè mi sento l'unico in grado di notarli? Perchè danno così tanto fastidio solo a me?
Perchè la gente non sa essere schietta, sincera, ammettere i propri difetti e conviverci o dannarsi per cambiare, perchè la verità fa così tanta paura a tutti? Perchè ci si accontenta della mediocrità, solo per non voler perdere tempo in cose inutili come.. il significato delle parole, la grammatica, uno sguardo, il pensiero di chi abbiamo di fronte? Perchè bisogna credere ci sia del significato solo nelle cose che diciamo noi? Perchè gli altri non celano mai nulla, perchè non bisogna scavare nelle parole degli altri e cercare di capire? E' così faticoso staccarsi da terra?
“I'm still gonna try to do what's right,
I know that there's a difference between sleight of hand, and giving everything you have,
there's a line drawn in the sand, I'm working up the will to cross it”
Questo è ciò che sono: ho una morale, ho dei principi, ho faticato nella mia vita, in molte cose, per il semplice fatto di volermici attenere. Non li mollerò. Cambiare non vuol dire perdere, talvolta cambiare significa solo sforzarsi di tirare fuori qualcosa che in noi, in realtà, c'è già.
Questo è ciò che sono: cinico ma leale, freddo ma onesto, pignolo ma profondo, arrogante, presuntuoso, orgoglioso, permaloso, certo, ma fiero, vero, affidabile, pulito. E finchè il mondo premierà la superficialità, beh, sarò soprattutto stronzo. Pensate che la cosa mi toccherà? Dite di no? Sbagliate: non vivo certo per la gioia di sentirmi peggiore degli altri. Essere ribelle non significa gioire della diversità, non significa essere felice di sentirsi chiamare inadatti solo per il gusto di dire che, “se questa è la normalità, sono felice di non essere normale”. Chi dice così mente o, perlomeno, sceglie male le parole: non c'è felicità nel non essere normali. Nessun uomo solo è felice, non come chi non lo è.
Essere ribelli significa non rassegnarsi alla vita, non farsi plasmare da questa fino a mimetizzarcisi, significa cercare di diventare una persona normale senza dover rinunciare a ciò che si è.
Voglio un angolo di pace, un luogo dove sentirmi a casa: se non posso avere il mondo, se non posso cambiare il mondo, se non bastasse essere “il cambiamento che vorrei vedere avvenire” perchè ciò succeda, vorrei almeno una piccola cerchia di persone, un piccolo posto sperduto dove il mondo non sia nero e rosso e l'aria pervasa di fumo, un alone di argento ed azzurro, aria fresca. Un guscio nel quale chiudere gli occhi e sentirmi fiero di ciò che sono, che penso e che ho. E non sarebbe male nemmeno se, questo, avvenisse prima del mio ultimo giorno!
“..I know that this can be more than just flashing lights and sound!”
Di recente ho ripreso a leggere un blog di cui avevo già parlato tempo fa. Chi scrive sa scrivere e sa di saperlo fare. Chi lo legge assiduamente sa la stessa cosa, o quantomeno se n'è convinto. Eppure.. e so che il diretto interessato capirà e sorriderà.. lo scrittore non è tipo da frasi fatte e complimenti superficiali, come quelli che provengono dai suoi aficionados. Ciò nonostante sono certo che non li disdegni, tutto sommato. Il mondo è questo: avere chi dimostra di starti a sentire, non importa se capisce poco e male, non importa se ci si affeziona all'idea di qualcuno piuttosto che alla sua sostanza. Non importa chi ci ama, purchè qualcuno ci ami. E quando tocca a noi, poi? Facciamo altrettanto? Fingiamo di ascoltare, certo, fingiamo di credere, di capire, di condividere.. di amare. Ce ne convinciamo forse anche noi. Facile, rapido, indolore ed è esattamente ciò che gli altri si aspettano. Perchè no, quindi!
L'ignoranza mi diverte, ma quando si trasforma in spettacolo mi spaventa. Quando, poi, si manifesta nella più splendida veste della fierezza, quando diventa tutto ciò che una persona è convinta di avere, quando diventa ciò che più conta, beh.. a quel punto mi deprime. Perchè, se è così, significa che molti altri lo permettono.
Pensiamoci, pensiamo a quante persone abbiamo lasciato vivere nei propri momenti di più o meno evidente, più o meno prolungata mediocrità.
“Vivi e lascia vivere”?
“Chi sono io per giudicare”?
Mi suonano molto come frasi che ne celano altre.. “mors tua, vita mea”, “gli ultimi resteranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili”.
Voglio premiare chi non si accontenta, chi dice le cose che pensa senza farsi influenzare dallo stato d'animo del momento, chi non si adagia, chi pensa con la propria testa, chi non ha paura, chi prova anche a costo di sbagliare e sa accettare i propri errori e le loro conseguenze, stimare chi fa lo sforzo di andare oltre ciò che incontra lo sguardo, chi si può svegliare ogni giorno pensando di essere una persona “buona”, onesta, sincera, non importa se questo significa sbattere in faccia la mediocrità a chi la sfoggia come un bell'abito, voglio sorridere a tutti quelli che parlano con gli altri per imparare da loro, per capire qualcuno un po' di più, e voglio comprendere chi non vuole dire niente, chè non a tutti si può dare sempre qualcosa.
E voglio essere una di queste persone.
Chiamateci Stronzi.
Riflesso da Liunai alle 01:54 | commenti (3) | Parlando di: citazioni, parole, considerazioni, società , cambiamento, verità , ribellione, mediocritÃ
giovedì, 28 agosto 2008
Niente da fare, più la ascolto e più me ne convinco: sta playlist è favolosa.
O no!?
Riflesso da Liunai alle 22:52 | commenti (4) | Parlando di: musica, blog
domenica, 24 agosto 2008
"Twenty-five years of my life and still I'm trying to get up that great big hill of hope for a destination.
[...] And I say hey, hey, hey.. I say hey, what's going on?"
Resta che la cosa preoccupante è che a me sembra non importare.
Riflesso da Liunai alle 23:56 | commenti (1) | Parlando di: citazioni, considerazioni, attimi
domenica, 24 agosto 2008
Riflesso da Liunai alle 12:01 | commenti (2) | Parlando di: musica, video, cover
venerdì, 22 agosto 2008
La prima parola che ho pronunciato è stata 'Goal!'. Certo, peggio di 'parietale', 'rododendro' o 'dinoccolato', ma decisamente meglio dei classici 'ma(mma)', 'pa(pà)' e, soprattutto, dei sempreverdi 'pipì', 'popò' o 'cacca';
tidolamiamail *AT* gmail.com
Riflesso da Liunai alle 21:28 | commenti (4) | Parlando di: test, 100 punti
venerdì, 22 agosto 2008
Riflesso da Liunai alle 21:27 | commenti | Parlando di: test, 100 punti
venerdì, 22 agosto 2008
Riflesso da Liunai alle 21:25 | commenti | Parlando di: test, 100 punti
venerdì, 22 agosto 2008
Riflesso da Liunai alle 21:24 | commenti (1) | Parlando di: test, 100 punti